martedì 4 novembre 2014

Your hand in mine

Ti penso tutte le notti ed ogni notte ti dedico una canzone diversa. Poco importa se poi non le ascolterai mai. Il bello è anche questo: godere dei propri sentimenti, sapere di essere ancora in grado di provare emozioni così forti, scoprirsi felice ad immaginare ipotetiche passeggiate al tramonto, godere dei tuoi sorrisi, dei tuoi occhi. Vorrei poterti dire tutto ciò che provo di persona. Mi piacerebbe prendere il coraggio a due mani uno di questi giorni e confessarti il mio amore. Ma sono un pavido.
Tu splendi e con la tua luce illumini tutto ciò che ti circonda, ed io mi accontento dei bagliori riflessi che mi arrivano lontani. Eppure è sufficiente a darmi calore e mi crogiolo nella tua magnificenza.
Sei bella. Di una bellezza pura e naturale. Sei bella non perché mi piaci ma perché sei bella. Non c'è discussione. Ti hanno fatta bella, non è quello che indossi, non c'è trucco. Facendo qualunque cosa tu faccia ti mostri bella e chiunque ti circondi gode di tale capolavoro.
Mi piaci per quel che dici, mi piaci quando ti indigni, quando ti diverti, quando esplori il mondo, quando sei triste, quando ti esalti, quando scherzi. Adoro la tua ironia, il modo in cui ti difendi quando ti attaccano, i tuoi valori e le tue convinzioni.
Sei così sveglia, sei un punto di riferimento. Sei quello che ogni giorno mi fa cercare di essere una persona migliore, sei la mia aspirazione.
Probabilmente un giorno andrai dove io non potrò seguirti e troverai qualcuno che saprà darti ciò che io non posso offrirti. Quella persona sarà fortunata ed io sarò stato fortunato a mia volta ad aver incrociato il tuo cammino per un periodo della mia vita. Non avrò rimpianti perché ciò che di bello tu rappresenti per me già rende le mie giornate più luminose.
Vorrei solo che tu potessi ascoltare le canzoni che ti dedico.
Stanotte ho scelto questa.

venerdì 31 ottobre 2014

Haiku #1

Il risveglio dei sensi,
le farfalle in volo,
l'aria mite.

Pensieri meno densi.
"Mi spiace figliolo
hai la peritonite".

domenica 26 ottobre 2014

Il genio

Sono circondato da persone geniali. Io non lo sono manco per niente però mi ritengo un buon osservatore. Almeno credo. Credo anche sia gratificante riconoscere il genio altrui e non posso che ritenermi fortunato per avere la possibilità di confrontarmi con questa gente. Tanto gratificante almeno quanto è frustrante.
Il genio, il talento, non lo puoi raggiungere. Sudore, sangue, lacrime, c'è poco da fare sarà sempre fuori dalla tua portata. Quindi un tizio normale cosa può fare?
Questa è LA domanda, la domanda con la quale mi sono confrontato tutto questo tempo, mentre vivevo questi anni da eccellente gregario, ottima spalla, superbo secondo.
La risposta dopo un po' arriva ed è strettamente correlata con la stanchezza. Cominci a renderti conto che cercare di tenere il passo degli altri non ha senso e allora lentamente molli la presa e ti lasci andare. Ti lasci fluttuare nel mare e ti godi lo spettacolo.
Godi delle meraviglie di quello che è attorno a te e sei felice, dico davvero, non te ne frega più niente. Un rumore sordo in sottofondo, una corazza elettrica a proteggerti e senza neanche accorgertene eccoti diventato la medusa.

L'inizio

La medusa fluttua dolcemente in quel mare limpido. I tuoi occhi di bambino la seguono. Il suo modo di navigare ti affascina, non riesci capire se si stia dirigendo da qualche parte o se lasci che sia la corrente a deciderlo per lei. Anche il modo in cui interagisce con il mondo a lei attorno ti è incomprensibile. Sarà indifferenza? O magari questa creatura presenta una forma di intelligenza tanto superiore da potersene legittimamente sbattersene?
Non sono mai stato un tipo particolarmente problematico, curioso forse sì e spesso le due cose nella mia famiglia tendevano ad essere confuse. Quell'estate ritorna spesso tra i miei ricordi, non ne so il motivo. Avevo galleggiato intorno a quell'essere per una mezz'ora buona, a debita distanza dai suoi filamenti urticanti, poi credo mio padre mi abbia richiamato a riva. Credo che il motivo fosse qualcosa di banale, probabilmente avevo lasciato incustodito il mio Super Santos e mio padre era dovuto andare a recuperarlo da degli altri bambini che se ne erano impossessati nel frattempo. Adesso mi toccava la ramanzina. Non che me ne importasse. Era il momento di mettere in atto la tecnica della medusa, fluttuare come se il mondo esterno non potesse recarci danno alcuno.
È una bella sensazione! È qualcosa di più a dire la verità. Se lasci che le parole ti scivolino di dosso come acqua puoi concentrarti sugli altri sensi. Ti accorgi del cane che sta abbaiando dietro la figura che ti sbraita addosso. Il movimento delle onde, il gabbiano che sembra immobile nel cielo, il vento che  muove la sabbia. Sei vicino ad un qualcosa di molto simile al Nirvana. Ovviamente hai 10 anni, il Nirvana non hai minimamente idea di cosa sia, però capisci che qualcosa sta succedendo anche se non sai spiegarti cosa.
Dura un attimo, tutta l'attenzione della spiaggia sembra concentrata in un punto alle tue spalle. Ti giri, tua sorella piange. Pare sia stata punta da una medusa.